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   UniAttiva inizia l'Accoglienza Matricole 2013/2014. Per ogni info consultate la pagina dedicata ! ;)   
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domenica 19 maggio 2013

Lettera dal Coordinatore UniAttiva e Candidato al Senato Accademico Ruggero D'Amico




Car* collega,

volevo ringraziarti a nome del Coordinamento UniAttiva per aver sostenuto la nostra lista, e per averci permesso di partecipare con le nostre idee e il nostro entusiasmo alle consultazioni del prossimo 21 e 22 Maggio.
 La nostra priorità è sempre stata la tutela e la salvaguardia dei diritti attraverso proposte concrete, spendibili, senza affanni ideologici. Proposte dettate dalla voglia di costruire un ateneo a misura di studente, con servizi e strutture sostenibili, con al centro il benessere e la formazione degli studenti.
Riteniamo primario da sempre il Diritto allo studio, la Didattica e la possibilità per ogni laureato di avere un contatto reale con il mondo del lavoro.
Riteniamo doveroso combattere per il nostro futuro, senza lasciare spazio al qualunquismo e all’indifferenza. Non vogliamo che siano altri a scegliere per noi, non vogliamo lasciare che le cose succedano per inerzia, vogliamo proporre , costruire, realizzare il nostro futuro e abbiamo bisogno del tuo aiuto per farlo. Da soli non si ottengono successi e le promesse lasciano il tempo che trovano.
Per noi del Coordinamento UniAttiva la rappresentanza studentesca, la produzione di cultura e la costruzione del futuro non sono idee astratte, sono l’insieme di tanti tasselli che ogni giorno compongono le nostre attività, uniti dal nostro impegno e dal nostro entusiasmo
Abbiamo bisogno del tuo sostegno per rafforzare l’idea che l’università non sia soltanto un esamificio dal quale ottenere un numero in centodecimi stampato su carta pergamenata.
Senza fronzoli voglio provare a trasmetterti con poche parole l’importanza di scegliere chi deve rappresentarti, chi deve difendere i tuoi diritti.
Il Coordinamento UniAttiva ha sempre fatto un ottimo lavoro in tutte le sedi in cui è stato chiamato a rappresentare la popolazione studentesca. Questa è la battaglia più ardua perché stiamo provando a esportare un modello di associazione studentesca che renda partecipi, che rappresenti e che coinvolga gli studenti nelle battaglie da intraprendere e nelle decisioni che ci riguardano.
Ti invito a leggere le nostre proposte QUI.
Per questo ti chiedo di sostenere la mia candidatura al Senato Accademico il 21 e 22 Maggio.
Al Senato Accademico (scheda rosa) metti un X sulla casella bianca accanto al nome Ruggero D'Amico.
Per conoscere l'ubicazione del tuo seggio consulta l'elenco in basso.

Grazie,
Ruggero D'Amico.



giovedì 31 gennaio 2013

Lettera Aperta: UNIATTIVA CONTRO L'OMOFOBIA RUSSA!




E’ un giorno come un altro, vi svegliate, andate in cucina, vi preparate il caffè, la colazione e vi sedete cominciando a pensare agli impegni della giornata. Accendete la tv e iniziate a fare zapping e vi fermate al primo Tg mattutino: “Il governo ha varato una legge, da oggi non è più possibile parlare di calcio, calcioscommesse ecc… Non è più possibile tifare in pubblico per la propria squadra del cuore, non è più possibile mettere la maglietta di X, non è più possibile giocare a calcio: i campetti, gli stadi e tutte le piazze dove vi sarà uno spazio tale da poter permettere di ricreare un calcetto sarà vigilata da agenti di polizia. Chiunque verrà sorpreso a non rispettare queste norme sarà multato e trattenuto in carcere”. Sicuramente vi sembrerà uno scherzo. Com’è possibile? Io gran tifoso di calcio: collezionavo le figurine Panini, ho tutti gli album che custodisco fin da piccolo come un tesoro inestimabile. No, non è possibile – pensereste – questa è una privazione della libertà di parola.

L’esempio che ho fatto capirete che è un’assurdità. E’ la stessa cosa che ho pensato quando ho letto l’articolo che diceva “la Russia vara una legge anti-gay, sarà proibito parlarne”. Com’è possibile non permettere di parlare della propria sessualità, della propria natura, della propria vita in pubblico. Non poter parlare di se stessi. Come non dire ad un amico “mi piace quella ragazza”. Che senso ha tutto questo? Dov’è la liberta di parola e di espressione tanto combattuta nella storia? Dov’è quel diritto inviolabile dell’uomo che permette lo scambio e il confronto?

Proprio per questo io, prima di tutto come cittadino del mondo, come italiano e come cittadino omosessuale dico BASTA! Insieme al Coordinamento UniAttiva, gruppo studentesco di cui faccio parte, ci accingiamo giovedì a manifestare: per dire BASTA all’OMOFOBIA, per dire BASTA a questa MANCANZA DI DIRITTI che ogni giorno dobbiamo sopportare a casa nostra e nella politica MONDIALE, dico BASTA a tutti coloro che oggi, anche nella politica italiana, ci trattano come CITTADINI DI SERIE B o, ancor peggio, COME MALATI.


Invitiamo tutti gli studenti e le persone che la pensano come noi al Sit-In che si terrà giovedì
7 Febbraio alle ore 10:00, in Viale Orfeo 18 di fronte al consolato russo.

Grazie,
Fabrizio Pitarresi e Coordinamento UniAttiva

mercoledì 28 novembre 2012

La cultura affonda silenziosamente...

Pubblichiamo la lettera di Giovanni Pignatone - studente di Storia e attivista UniAttiva - in merito ai tagli alla cultura che si stanno verificando soprattutto a livello locale.


Circa un anno e mezzo fa il nostro Paese ha festeggiato il centocinquantesimo, celebrato in diversi modi: convegni, mostre, commemorazioni nella piazze, documentari e fiction. Tutto ciò al fine di far ricordare e conoscere gli ideali e i sacrifici che hanno portato all'unità della nostra nazione.

Tornando al presente, sembra che la voglia di ricordare l'Italia sia andata perduta, o meglio, che i suoi governanti l’abbiano persa, visto che con i numerosi tagli di bilancio, la mal distruzione delle risorse e il menefreghismo disarmante, assistiamo ad un vero e proprio avanzamento dell'oblio sotto gli occhi di tutti: i crolli avvenuti a Pompei, la diminuzione di spettacoli e concerti, la chiusura di musei ed associazioni culturali.
Questa non è una tendenza degli ultimi anni (anche se la vogliono far sembrare una delle loro fantasiose misure anti-crisi) questa situazione va avanti da quindici anni.

Nell'ultimo decennio i fondi destinati alla cultura e alla ricerca sono stati ridotti del 32,5% grazie a “grandi luminari” che hanno svolto il ruolo di ministro dell'istruzione: Moratti, Fioroni, Gelmini e Profumo. Questi prodotti del Made in Italy hanno sradicato due delle più importanti istituzioni italiane: la scuola e l'Università pubblica. Grazie alle loro riforme le casse del settore privato si riempiono a discapito di quello pubblico che, per garantire i servizi minimi, è costretto a farsi finanziare da qualche discutibile magnate.
Per non essere da meno il nostro governo locale uscente ha provveduto a tagliare ripetutamente sulla cultura, un campo considerato inutile perché non produce beni materiali. Insomma signori, lo sappiamo tutti:  «con la cultura non si mangia» (disse qualcuno…)

Questa “filosofia” ha provocato danni culturali innumerevoli e oggi voglio parlarvi di una situazione in particolare. L'Associazione di Storia Patria. L’associazione comprende un museo e un ricco archivio, e pensate, da qui sono partite le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'unificazione nazionale. I documenti contenuti nell'archivio sono un ricco materiale per le ricerche e per gli studi di docenti, studenti e ricercatori, ed è un punto di riferimento per tutti gli studenti dell'Università di Palermo. Il museo, attrattiva turistica e non solo, è un luogo in cui i nostri concittadini possono apprendere e ricordare la storia…soprattutto la nostra storia. Un luogo importante per mantener viva la memoria e l'identità collettiva.
Cosa si ottiene chiudendo un luogo simile? Che cosa tramanderemo ai nostri posteri oltre alla tv spazzatura, centri commerciali e il consumismo sfrenato? La cultura e la memoria vanno al di là di qualunque merce commercializzata da quest'economia asfissiante. Non riduciamole a mere merci vendibili, ma ridiamo loro il posto che meritano nella società.

Giovanni Pignatone.

martedì 20 novembre 2012

Safà, una voce inascoltata

Il Coordinamento UniAttiva mette volentieri a disposizione il proprio spazio pubblicando la lettera di Safà che chiede a gran voce aiuto a tutti coloro che sono sensibili alle vicende inumane che avvengono nella Striscia di Gaza. Sperando che qualcuno, insieme a lei, si unisca all'urlo d'aiuto vi inoltriamo la sua lettera.




lunedì 5 novembre 2012

Lettera Aperta agli Studenti


Cari colleghi,
domani pomeriggio in Senato Accademico potrebbe consumarsi l'ennesima violazione dei diritti degli studenti di questo Ateneo. La possibilità che nella facoltà di Lettere e Filosofia non sia prevista la sessione di laurea di dicembre è concreta per un forte e apparentemente invalicabile ostruzionismo da parte delle Segreterie. Domani si combatterà una battaglia ardua, che seguirà all'ultima disperata sortita del Consiglio di Facoltà del 09/11/2012, termine ultimo per chi ha intenzione di perdere le speranze.
Né io, né il Coordinamento UniAttiva ,vi lasceremo soli e, inoltre, vi assicuriamo che non lasceremo nulla di intentato. Lavoreremo in tutte le sedi, in ogni momento, senza sosta fino all'ultimo minuto utile per darvi la possibilità di ottenere un vostro diritto che ritengo (e riteniamo tutti) inviolabile. Voglio ringraziare tutti i volontari che hanno raccolto le firme, che hanno convinto i colleghi, che hanno fatto in modo che si attivasse un meccanismo di solidarietà verso tutti coloro che a pochi mesi dal traguardo si sono visti strappare via la terra da sotto i piedi. Voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno segnalato il problema e hanno provato insieme a noi varie soluzioni, e ci hanno provato davvero. Non vi lasceremo soli, non lo abbiamo mai fatto e continueremo a sostenere i diritti degli studenti non solo della Facoltà di Lettere ma di tutto l'Ateneo, senza risparmiarci. Infine chiedo a tutti coloro che decideranno di rimanere nel nostro Ateneo per concludere il biennio specialistico, di continuare a darci una mano: abbiamo bisogno del vostro aiuto per fare in modo che cresca la coscienza per far si che abusi del genere non si ripresentino più.
Grazie.

Ruggero D'Amico

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