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mercoledì 28 novembre 2012

La cultura affonda silenziosamente...

Pubblichiamo la lettera di Giovanni Pignatone - studente di Storia e attivista UniAttiva - in merito ai tagli alla cultura che si stanno verificando soprattutto a livello locale.


Circa un anno e mezzo fa il nostro Paese ha festeggiato il centocinquantesimo, celebrato in diversi modi: convegni, mostre, commemorazioni nella piazze, documentari e fiction. Tutto ciò al fine di far ricordare e conoscere gli ideali e i sacrifici che hanno portato all'unità della nostra nazione.

Tornando al presente, sembra che la voglia di ricordare l'Italia sia andata perduta, o meglio, che i suoi governanti l’abbiano persa, visto che con i numerosi tagli di bilancio, la mal distruzione delle risorse e il menefreghismo disarmante, assistiamo ad un vero e proprio avanzamento dell'oblio sotto gli occhi di tutti: i crolli avvenuti a Pompei, la diminuzione di spettacoli e concerti, la chiusura di musei ed associazioni culturali.
Questa non è una tendenza degli ultimi anni (anche se la vogliono far sembrare una delle loro fantasiose misure anti-crisi) questa situazione va avanti da quindici anni.

Nell'ultimo decennio i fondi destinati alla cultura e alla ricerca sono stati ridotti del 32,5% grazie a “grandi luminari” che hanno svolto il ruolo di ministro dell'istruzione: Moratti, Fioroni, Gelmini e Profumo. Questi prodotti del Made in Italy hanno sradicato due delle più importanti istituzioni italiane: la scuola e l'Università pubblica. Grazie alle loro riforme le casse del settore privato si riempiono a discapito di quello pubblico che, per garantire i servizi minimi, è costretto a farsi finanziare da qualche discutibile magnate.
Per non essere da meno il nostro governo locale uscente ha provveduto a tagliare ripetutamente sulla cultura, un campo considerato inutile perché non produce beni materiali. Insomma signori, lo sappiamo tutti:  «con la cultura non si mangia» (disse qualcuno…)

Questa “filosofia” ha provocato danni culturali innumerevoli e oggi voglio parlarvi di una situazione in particolare. L'Associazione di Storia Patria. L’associazione comprende un museo e un ricco archivio, e pensate, da qui sono partite le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'unificazione nazionale. I documenti contenuti nell'archivio sono un ricco materiale per le ricerche e per gli studi di docenti, studenti e ricercatori, ed è un punto di riferimento per tutti gli studenti dell'Università di Palermo. Il museo, attrattiva turistica e non solo, è un luogo in cui i nostri concittadini possono apprendere e ricordare la storia…soprattutto la nostra storia. Un luogo importante per mantener viva la memoria e l'identità collettiva.
Cosa si ottiene chiudendo un luogo simile? Che cosa tramanderemo ai nostri posteri oltre alla tv spazzatura, centri commerciali e il consumismo sfrenato? La cultura e la memoria vanno al di là di qualunque merce commercializzata da quest'economia asfissiante. Non riduciamole a mere merci vendibili, ma ridiamo loro il posto che meritano nella società.

Giovanni Pignatone.

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